Il mercato immobiliare e l'economia della Germania
Written by DemanioRe   
Il mercato immobiliare tedesco sembra aver ritrovato lo slancio necessario per uscire dalla lunga fase negativa che lo ha caratterizzato negli ultimi anni. La domanda appare nuovamente vivace e in fase di consolidamento, come testimoniano i crescenti volumi di scambio registrati in tutti i segmenti del mercato. I dati relativi al II trimestre del 2006 indicano che gli investimenti immobiliari realizzati nella prima parte dell'anno sono addirittura superiori a quelli messi a segno nel corso di tutto il 2005. Gran parte di tale vitalità è da imputare alla migliore performance economica rilevata nel corso del 2005 e protrattasi anche nei primi mesi del 2006; in questo senso le previsioni appaiono incoraggianti e la congiuntura potrebbe migliorare ulteriormente (anche in considerazione delle positive proiezioni riguardanti il Pil, il mercato del lavoro e i consumi privati), contribuendo ad attrarre quote crescenti di capitale straniero. A ciò si aggiunge il livello dei rendimenti degli immobili non residenziali che, rispetto alla maggior parte dei Paesi europei, in Germania risulta attualmente più elevato e che, in combinazione con vantaggiosi costi di finanziamento, promette una redditività interessante. Lo svolgimento dei campionati mondiali di calcio sembra aver inciso solo in parte sui soddisfacenti risultati sinora conseguiti: gli unici segmenti che paiono aver beneficiato dell'indotto economico da esso derivanti sono quello alberghiero e, in parte, quello commerciale. Gli aumentati flussi turistici hanno infatti portato, da una parte, a un più ampio sfruttamento delle risorse alberghiere con conseguente incremento del fatturato complessivo e dall'altra, hanno contribuito ad accrescere l'attrattività presso i grandi marchi della moda degli spazi retail toccati da elevati flussi di passaggio. Dopo anni di stagnazione derivanti dalla crisi nei consumi delle famiglie tedesche, il settore commerciale sembra inoltre aver beneficiato in modo particolare degli effetti derivanti dalla ripresa economica, caratterizzandosi per ragguardevoli livelli di domanda, flusso di capitali stranieri crescente, fiorente progettualità e canoni in lieve, ma diffuso, aumento. Soddisfacente anche la performance del segmento direzionale, che tuttavia risulta ancora afflitto da problemi di vacancy nonostante gli aumentati livelli di take up e una più prudente attività da parte dei developers. A tal proposito, da sottolineare comunque la fiducia che traspira riguardo all'evoluzione futura del mercato. In relazione al settore della logistica, i dati raccolti evidenziano, anche in questo caso, la positiva dinamica degli indicatori, sospinti da una solida domanda proveniente non solo dal settore dei trasporti ma anche da importanti investitori internazionali, tra cui alcuni marchi del retail.
Per concludere, l'unico segmento che mostra ancora evidenti segnali di stagnazione associati a prospettive di sviluppo poco incoraggianti è quello degli immobili residenziali. Se è vero che le numerose operazioni di dismissione immobiliare hanno attratto un numero crescente di grandi investitori, è anche vero che il volume di compravendite riguardanti le singole unità rimane soffocato dalla presenza di una domanda locale poco convinta e penalizzata dall'eliminazione dei bonus fiscali sulla prima casa e dall'imminente incremento dell'imposta sul valore aggiunto.
 
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