Italiani tornate in Brasile Qui il boom non è finito
Written by Finanza e Mercati M. Ravalico   
Tutto inizia con una donna. Una brasiliana con gli occhi a mandorla conosciuta in aereo in un viaggio a Milano a San Paolo. «Ero convinto fosse giapponese ed ero pronto a imparare la lingua - racconta Graziano Messana, che quella donna ha finito per sposarla - poi ho scoperto che era una nippo-brasiliana doc. Per fortuna, mi sono limitato a prendere lezioni di portoghese». Il trasloco definitivo a San Paolo risale a sei mesi fa. «Erano più di quattro anni che andavo avanti e indietro - ci tiene a precisare il protagonista di questa avventura - Non sentivo altro che parlare di Bric (acronimo che sta per Brasile, Russia, India, Cina), e delle enormi potenzialità di crescita di questi Paesi. Ci ho creduto, ho scelto quello che mi ha convinto di più e sono partito». Messana ha solo 31 anni, una formazione economica (si è laureato in Economia e commercio alla Luiss di Roma, con lode, prima di lavorare in banche d’investimento e società di consulenza) e un grande progetto in mente: riportare l’Italia che conta, quella delle banche, delle imprese, delle griffe e del design, in Brasile. «Dopo il default dei bond argentini sono scappati tutti. Basta pensare che oggi a San Paolo e dintorni non è presente una banca italiana. L’ultima ad aver chiuso i battenti è stata Bnl. Eppure, le potenzialità sono enormi. Il mercato immobiliare è in fermento, per non parlare delle opportunità per i private equity. Un fondo chiuso da cinquanta milioni di euro, che da noi è considerato un fondo medio piccolo, lì è considerato un affare di successo». Con l’entusiasmo del neofita e l’intraprendenza di un navigato uomo d’affari giramondo, Messana ha costituito a San Paolo una società, la Gm Venture, che vuole diventare il punto di riferimento per tutti gli italiani con un pizzico di coraggio e tanta voglia di guadagnare che guardano al mercato brasiliano come i nostri avi negli anni ‘20 al Nuovo Mondo.
Non sono sogni e parole quelli che offre Messana. Il giovane imprenditore nato a Erice, in Sicilia, e adottato da Roma, Milano e Lussemburgo, ha qualcosa in più - o qualcuno per l’esattezza - da offrire. Ispiratore della Gm Venture, nonché socio fondatore e presidente della società, è Mario Resca. Noto per la sua esperienza a capo di McDonald’s Italia, per l’avventura come commissario straordinario di Cirio e per quella (iniziata poche settimane fa) come presidente del Casinò di Campione d’Italia, Resca da giorni è protagonista delle cronache finanziarie come possibile ispiratore e collante di una cordata di fondi americani nella gara per Alitalia. Il legame tra lui e Messana è antico, «ci conosciamo da molti anni e devo questa frequentazione a un caro amico comune, un avvocato che dopo il successo professionale si è ritirato in campagna nell’Oltrepo Pavese, dove anche Resca ha una villa e alcuni vigneti». Un punto in comune è stata la passione per il vino. Da lì diverse occasioni di lavoro fino alla nascita di Gm Venture. Primo grande appuntamento istituzionale per la nuova società, che in questi giorni è in trasferta a Milano per chiudere alcuni affari (uno dei quali è la negoziazione con alcuni istituti interessati a rientrare nel sistema bancario italiano a San Paolo), sarà la missione del governo Prodi e del presidente della Confindustria Luca Cordero di Montezemolo nel prossimo aprile in Brasile. (Con l’aiuto della Camera di Commercio italo-brasiliana, dell’Ice e della Confindustria locale è stato organizzato questo terzo appuntamento per rilanciare i rapporti commerciali tra Italia e Brasile. E Gm Venture sarà in pole position: sarà il punto di riferimento per tutti gli imprenditori interessati», spiega Messana. Che poi si scurisce un po’ in volto: «Speriamo solo che non finisca come l’ultima volta, a Roma. durante un meeting sul Bric. C’erano banchieri, politici € uomini d’affari, ma si è concluso tutto con tante parole e pochi fatti. I tempi, però -  e gli torna il sorriso -- ora sono maturi...».
Negli ultimi quattro anni il Brasile ha vissuto un fortissimo processo di sviluppo. E riuscito a ridurre gradualmente il rischio Paese, oggi al minimo storico. Ha rimborsato in anticipo il debito verso il Fondo Monetario Internazionale e conquistato 1’autosufficienza petrolifera. Anche la Borsa locale ha ingranato la quarta. E l’indice principale, il Bovespa, ha guadagnato nel 2006 il 33%, dopo i ÷27% del 2005. Insomma, non c’è solo la Cina e il Brasile ha un vantaggio incolmabile: la vicinanza culturale e la presenza di una forte comunità italiana. In attesa che la macchina burocratica istituzionale si metta in movimento, Gm Venture sta già operando a tutta velocità. Uno dei settori più sensibili è certamente quello immobiliare. «Al di là dei classici investimenti nel le località turistiche, le migliori opportunità le offre la regione di San Paolo». Come quegli investimenti immobiliari indirizzati alle imprese che vogliono aprire uno stabilimento produttivo in Brasile. ‘La società di costruzioni rileva una grossa area, costruisce lo stabilimento e sigla un contratto di locazione ventennale. Così l’azienda straniera non ha la preoccupazione dei permessi e delle pratiche e il costruttore ha la garanzia del rendimento», spiega Messana. L’altra strada per fare soldi passa dal centro di San Paolo. «Ci sono fior di palazzi moderni in mezzo a grattacieli fatiscenti. Un primo passo è comprare tanti appartamenti quanti servono per avere il controllo del l’assemblea di condominio. Poi si passa alla fase due ristrutturazione e messa in vendita degli appartamenti con lauti ritorni». Oltre al real estate, Gm Venture vuol operare nel mercato M&A, assistere aziende e partner finanziari che intendono operare e investire in Brasile «C’è tempo, l’avventura è appena cominciata. Pensi che dobbiamo ancora finire il sito Internet».
 
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