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L’Europa č la terra promessa degli investimenti commerciali |
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Written by Finanza e Mercati A. Lovera
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Nel 2006 il Vecchio Continente ha battuto gli Usa negli investimenti Bulgaria e Repubblica Ceca sono nel mirino degli italiani. Non c’è ombra di flessione sul mercato degli immobili commerciali.
Gli investimenti in questo segmento, nel corso del 2006, sono aumentati del 33% rispetto al 2005 raggiungendo la cifra record di 643,3 miliardi di dollari a livello mondiale. I grandi investitori, infatti, molto spesso hanno preferito far rotta sull’immobiliare invece che correre il rischio dell’investimento azionario. Sono questi alcuni dei dati che emergono dal rapporto 2007 sugli investimenti globali di Cushman & Wakefleld, la società americana di servizi per il real estate da poco passata alla famiglia Agnelli, che a dicembre ne ha rilevato la maggioranza dal gruppo Rockfeller per 560 milioni di dollari. Al di là degli investitori, nel corso del 2006 le società immobiliari hanno dato un’accelerata agli investimenti soprattutto in quei mercati emergenti, come l’Europa dell’Est e l’Asia, che avevano corso di meno negli anni scorsi e promettono ancora alti rendimenti. Se due anni fa, nel 2005, la quota degli Usa rappresentava il 46% sul totale, nel 2006 è scesa al 39% (249 miliardi di dollari). La quota europea è invece salita dal 41% al 46% (293 miliardi), mentre l’Asia è passata dal 13% aI 15% (95 miliardi), Nel Vecchio Continente a trainare gli investimenti sono stati Paesi come Polonia e Russia e sono aumentati i lavori anche in Turchia e in Romania, quest’ultima appena entrata nell’Unione europea. La regione più dinamica è stata però la Germania, l’unico tra i grandi colossi mondiali che negli anni passati non era stato interessato dal boom immobiliare (il 2004, addirittura, era stato un anno di lieve flessione dei prezzi). «Inoltre — ha commentato David Hutchings, capo dell’area ricerca di Cushman — nel biennio 2007-2008 l’attività in Europa dovrebbe aumentare ancora, grazie all’introduzione dei fondi immobiliari di tipo Reit in vari ordinamenti nazionali». Della miriade di operazioni transfrontaliere avvenute nel corso dell’anno, ve ne sono molte che hanno visto come protagoniste anche aziende italiane. La bresciana B.Consulting, per esempio, ha investito circa 100 milioni di euro nella Repubblica Ceca, dove realizzerà un outlet commerciaie presso l’aeroporto di Praga. I lavori dovrebbero essere terminati per la primavera del 2008. In Bulgaria, invece, è sbarcata Finanziaria Internazionale, la società che controlla Save (ovvero l’aeroporto di Venezia) che vicino a Sofia ha messo in campo un investimento da circa 300 milioni in un’area a destinazione mista industriale e commerciale. Dall’estero verso 1’ Italia, invece, arrivano ancora gli investimenti dell’inglese McArthur Glen, che si appresta ad aprire, a Noventa di Piave (Venezia) il quinto outlet italiano con un investimento di 80 milioni. |