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| Macché bolla, il mattone vola |
| Written by La Stampa G. Maggi | |
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Negli Stati Uniti è finita la grande paura, in Europa continua la corsa. Si sono continuati a leggere nel corso del 2006 sulla stampa internazionale allarmi sul rischio dello scoppio della «bolla immobiliare» americana. Qualcuno, n Europa e in Italia, temeva il contagio sui mercati europei.Ora si comincia a credere, negli Usa, che con il forte dietrofront subito dalle vendite e dai prezzi delle aree a più alta speculazione (Florida, Nevada, California) si sia di fatto esaurita la «grande paura» generalizzata e si sia entrati in una fase di rallentamento nella crescita ma di stabilità sostanziale: se non nelle regioni citate, certo nella buona maggioranza degli Stati. Quanto all’Europa, la corsa al boom del mattone è ancora in pieno svolgimento, o almeno così è stata ancora per tutto il 2006 ad osservare le migliori performance assolute dei fondi internazionali e dei fondi italiani. Quanto corre l’immobile Nelle classifiche dei primi 10 fondi in assoluto due sono della categoria Europa Immobiliare: Oddo Immobilier, francese, con una performance di +69,85%, preceduto solo da Fideltity China Focus con +71,51, miglior risultato (su base annua aI 31/12/2006) tra i circa14.300 fondi censiti, e Compagnie Immobiliare Acofi, pure francese, con +65,12%. Ma è tra la decina dei fondi di diritto italiano più redditizi che la famiglia degli immobiliari ha fatto una vera irruzione, con 4 presenze nelle prime sei posizioni: Nascent Life Real Estate, della categoria Internazionale Immobiliare, secondo italiano con + 42,37%; Arca Vita Real Estate, terzo con +35,94% nella categoria Europa Immobiliare, a cui appartengono pure il quarto fondo italiano, Arca Vita Dynamic Property, con + 85,59% e Azimut Real Estate, sesto, con + 32,16%. Sorpresa Hong Kong I risparmiatori italiani con il miglior fiuto, o la migliore buona sorte, sono però stati quelli che hanno puntato sulla categoria Hong Kong Azioni: tra quelli commercializzati in Italia, infatti, tutti i primi 10 posti sono occupati da fondi specializzati nella Borsa di Hong Kong, che in realtà è la porta d’ingresso finanziaria al boom cinese, che anche nel 2006 ha confermato la sua ormai nota vitalità. Uno solo, Aletti Gestielle Cina, è di diritto italiano: quinto con + 60,40%; un altro è di diritto irlandese, Invesco Pre Equità A, ottavo con +55,78%. I restanti 8 sono lussemburghesi di nascita, ma con destinazione il mercato europeo e specialmente quello italiano, dove i cosiddetti fondi «roundtrip» sono una realtà in continuo sviluppo (si tratta dei fondi comuni creati all’estero nelle piazze finanziarie più favorevoli sul piano regolamentare e fiscale - Lussemburgo in testa - da banche e reti italiane ed estere che li commercializzano poi in tutto il Continente). Le posizioni di coda All’opposto, è la famiglia dei fondi Giappone Azioni a monopolizzare le posizioni di coda delle graduatone, sia quella assoluta dei fondi internazionali, con Skandia Legg Mason Japan Equità, inglese, ultimissimo al 14.3O2 posto, con - 57,40%, sia quella dei fondi dì diritto italiano e dei fondi comunque venduti in Italia. Tra questi ultimi, il peggiore è Sgam Fund Eq Japan smail Cap-A, con -34,43% (tutti meno uno sono di diritto Iussemburghese, 4 Giappone Azioni e 6 Giappone Azioni a piccola e media capitalizzazione). Tra gli ultimi 10 di diritto italiano l’ultimo arrivato è stato Mediolanum Oriente 2000, con -18,82%, della categoria Giappone Azioni che conta 4 presenze; le altre famiglie sono quelle del Giappone Obbligazioni di lungo termine (altre 4, con il peggiore fondo in bond in assoluto Euromobiliare Yen Bond, -12,42%) e del Pacifico Azioni (due, il peggiore è Generali Pacifico con -12,15%). |
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