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Coppola e Romiti scendono nella Casina Valadier |
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Written by MF R. Nido
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Non decolla il business della Casina Valadier.
Negli ultimi 12 mesi, Grande Cucina spa, la holding che controlla l’attività dello storico ristorante capitolino, ha registrato perdite per oltre 1,3 milioni di euro. L’ultimo bilancio approvato dal cda della società non deve essere piaciuto a Danilo Coppola e Cesare Romiti, che hanno deciso di diluire la loro partecipazione nella holding presieduta da Vittorio Ripa di Meana. Dopo i due aumenti di capitale degli scorsi anni, fino a 4,5 milioni di euro, per rimpolpare le casse della Grande Cucina, e dopo la convocazione dell’assemblea straordinaria in estate per deliberare l’abbattimento del capitale sociale per le perdite (4,5 milioni nel 2004 e 1,8 milioni nel 2005), alcuni soci hanno deciso di limare le proprie quote, mentre altri hanno salutato la compagnia ponendo fine all’avventura nel sodalizio siglato nel 2000. Coppola, che detiene il pacchetto di azioni attraverso l’Hotel Cicerone (acquistato dalla famiglia Sensi per oltre 70 milioni di euro), è sceso dal 3,13 al 2,46%; stessa decisione ha adottato anche l’ex presidente di Fiat e Rcs, sceso anche lui al 2,46%. A salutare invece ilsalotto della Grande Cucina, che ha visto crescere il proprio giro d’affari a 2,6 milioni di euro dagli 1,7 milioni del 2004, sono stati Mario Castelli e la società d partecipazioni Asset srl. Al loro posto nei mesi scorsi sono subentrati, con una quota del 6,34%, prima Domenico Statuto, fratello minore di Giuseppe, che si occupa delle attività di food&beverage del gruppo di famiglia, e recentemente, Federica Marchini, sorella di AIfio. Tutti gli altri soci a partire da Mcc hanno preferito invece incrementare la propria partecipazione: l’istituto di credito capitolino, maggiore azionista della spa è salito quasi a 12,7%, mentre gli altri, da Giovanni Malagò a Carlo Caracciolo, da Giampaolo Letta a Matteo Cordero di Montezemolo, fino a Carlo Perrone e Vittorio Ripa di Meana, hanno deciso di incrementare le loro quote dal 6,25% al 6,34% ciascuno. Intanto nei mesi scorsi è stata varata l’operazione di ristrutturazione del debito. L’intervento servirà per spalmare debiti e ammortamenti su un periodo più lungo, in considerazione del prolungato accordo di concessione con il Campidoglio da 18 a 24 anni. |