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| Finanza islamica sul mattone italiano |
| Written by Sole 24 Ore C. Festa | |
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Al Rajhi, un impero sul mattone ex-Enel. Gli immobili dell’utility venduti da Deutsche Bank e Cdc Ixis per la cifra record di 600 milioni. I legami con il magnate Sawiris Il Medio Oriente mette nel mirino nuovamente l’Italia. Il nome nuovo tra gli investitori arabi è ora lo sceicco Abdulrahaman Salah Al Rajhi, che è sbarcato sul mercato del Belpaese con un’operazione immobiliare da 600 milioni di euro. E lo ha fatto comprando 330 immobili che erano dell’Enel tramite la holding Ai Rajhi Partners e con il sostegno finanziario di Citibank. I 330 immobili erano stati venduti due anni fa dal gruppo elettrico, all’interno di una mega-operazione, a Deutsche Bank e a Cdc Ixis al prezzo record di 1,4 miliardi. E ora finiscono nelle mani di questo gruppo finanziario di Amman, che nell’operazione è stato seguito dall’avvocato Bruno Castellini di Freshfields: prezzo record quello pagato dallo sceicco (600 milioni), che ha battuto altri 4 investitori selezionati da Citibank. Ma chi è Abdulrahaman Salah Al Rajhi? Lo sceicco fa parte di uno dei numerosi rami della ricca famiglia Al Rajhi. Una vasta dinastia che possiede la maggiore banca islamica: cioè la Al Rajhi Bank, con uffici a Riad, ma ampi interessi nel Regno Unito. Le banche islamiche rispettano i principi della finanza musulmana (la sharia, la legge del Corano) che non prevede il pagamento di interessi attivi e passivi, ma la compartecipazione al rischio. Nel 2004 proprio la Al Rajhi Bank aveva avuto lunghi contatti con Bankitalia per espandere la propria rete in Italia. La famiglia Al Rajhi avrebbe relazioni cordiali con il magnate Naguib Sawiris, proprietario di Wind: tanto che Sulaiman Bin Abdul Al Rajhi, proprietario della stessa Al Rajhi Bank e della finanziaria Al-Watania, secondo indiscrezioni, sarebbe stato tra i piccoli azionisti di Weather Investments (nascosto dietro una holding caraibica) fino allo scorso dicembre, quando diversi piccoli soci di Sawiris hanno rivenduto le rispettive quote. L’operazione sui 330 immobili ex-Enel è avvenuta tramite l’acquisto da parte della Al Rajhi Partners del controllo della Excelsia Nove e della holding lussemburghese Domus Sarl. Secondo l’ultimo bilancio depositato al Cerved (quello ai 31 dicembre 2005) Excelsia Nove possedeva un patrimonio immobiliare di 779 milioni costituito da immobili dislocati su tutto il territorio nazionale. Con il passaggio a Al Rajhi sono cambiate anche le banche finanziatrici: il capitale della Excelsia Nove nel 2004 risultava in pegno alla stessa Deutsche Bank e a Credito Fondiario che vantavano un credito per 600 milioni di euro. Oggi è invece in garanzia a Citibank. Gli immobili fanno tutti parte dell’ex-portoglio del gruppo elettrico ita1iano, che nel luglio 2004 ha avviato la cessione della partecipazione in Newreal (cui era stato in precedenza conferito il patrimonio di Enel Real Estate): a quel tempo l’offerta aveva riguardato la porzione più consistente degli immobili di Enel (887, locati prevalentemente a società dello stesso gruppo elettrico) in favore di Excelsia Otto, società veicolo costituita da Deutsche Bank e da Cdc Ixis. La cordata aveva messo sul piatto 1,4 miliardi, prezzo prossimo alla valutazione fatta dal perito designato dal Tribunale di Roma (1,41 miliardi). Una parte di questi immobili (appunto 330) sono stati successivamente scorporati e inseriti nella Excelsia nove, finita ora nelle mani degli Al Rajhi per 600 milioni. Malgrado i 1,4 miliardi pagati nel 2004, Deutsche Bank e Cdc hanno fatto un buon affare comprando gli 887 immobili da Enel: nel portafoglio resta ancora qualche centinaio di palazzi da valorizzare senza contare che la cifra pagato dallo sceicco Al Rajhi (600 milioni per 330 immobili) è elevata. Dall’affitto di parte del patrimonio ceduto ora ad Al Rajhi, Deutsche Bank e Cdc Ixis hanno ottenuto dal 2004 ad oggi un giro d’affari annuale di circa 51,6 milioni. Parte del patrimonio era stato anche rivenduto con plusvalenze nette per 42,3 milioni da parte dei due compratori. Ora lo sceicco Al Rajhi si ritrova in mano un portafoglio diversificato: alcuni degli immobili comprati hanno infatti una redditività costante nel tempo visto che sono affittati ad Enel con contratti a lunga scadenza. |
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